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June 04

ba

"luca, quando inizierai a pensare?"

"quando i due neuroni che ho in testa si decideranno a scopare e a fare altri neuroni figli"


April 07

this is what karate is all about

protagonisti: io e federico
scenario: palestra disabitata
oggetto: battaglia demente
scopo: nessuno
   


March 31

citazioni

"Dategli una donna, riavrete 50 kg di carne macinata"


[Michele Spinetti, parlando di me]
March 04

vignetta stupida

Mi annoiavo.
Ho fatto questo:

February 25

sete

Oggi ho assaggiato una bevanda chiamata "Acqua Brillante"
E' particolare. Al primo impatto sembra una sprite ma meno saporita.
Ma il retrogusto sa di... VOMITO
Davvero, ti da la sensazione di aver appena vomitato.

Io stimo davvero il suo creatore.


February 16

insegnamenti

Ezio: "Maestro, qual è il senso della vita?"
Io: "Allora, impugni il cazzo in questo modo, poi lo scuoti finchè non esce la roba bianca."
Ezio: "Finito?"
Io: "Finito."

February 08

papà castoro, raccontaci una storia!

C'era una volta un tizio che si chiamava Ababb.
Un giorno Ababb morì.
Fine della storia.

January 31

cito gli Agoraphobic Nosebleed

Black metal is gay as a Catholic priest
slouching toward Gomorrah.
Face painted like
Gene Simmons at Halloween
with a tongue up some kids rump looking for candy.
Put down that seven string and get a fuckin' job
you tired-looking homo,
Goth hand-banging geek.
January 28

in famiglia

"Mamma! Non posso stare al PC perchè in camera di Luca c'è troppa puzza!"

[mia sorella cit.]

solo io posso

Stavo uscendo.
Prendo lo zaino. Lo guardo. Mi rendo conto che è tutto sporco di bianco, come se ci avessero sborrato sopra.
Cerco di pulirlo battendci sopra la mano ma non va via.
Batto più forte ma nel farlo faccio cadere lo zaino e la mano indovinate dove va a finire?
Sul cazzo.
Mi piego in due per il dolore.
Quando mi riprendo rifletto:
"Sono riuscito a darmi una manata impressionante sui coglioni tentando di pulire uno zaino"

[applausi]


January 23

un video interessante

Questo sono io che faccio il prestigiatore

 
January 22

mi diverto con poco

Ecco cosa di può fare con una confezione di ovetto kinder e un pennarello rosso

scommesse

Francesco: "Luca, ti regalo questi 2 centesimi se riesci a ingoiarli"
Io: "Ma se li ingoio... come faccio poi a riprendermeli?"
Francesco: "Non lo so... pensaci su"


January 17

bla


Ora cercherò di fare qualcosa di utile.

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...magari più tardi



January 15

nottata difficile

Serata standard. Avevo avuto una giornata pesante e così mi misi a letto. Regnava il più totale silenzio. Chiudo gli occhi e pregusto una bella dormita.
A un certo punto sento una sorta strano rantolo che sul momento mi ricordò una betomiera intoppata.
Spalancai gli occhi, semiterrorizzato. Il suono si ripete... E io mi resi conto che non era altro che mio padre che russava.
Magnifico.
La mia splendida prospettiva di una notte di sogni felici era andata in fumo. Ogni tre secondi l'ippopotamo emetteva un nuovo irritante grugnito.
Iniziai a rigirarmi nel letto nervosamente. Provo a ficcare la testa sotto le coperte, sotto il cuscino, dentro la maglietta del pigiama ma inutilmente. L'ossessivo rumore penetrava dentro le mie orecchie qualsiasi cosa facessi e qualunque posizione assumessi. Continuai a dimenarmi per un quarto d'ora buono.
Mi rensi conto che così non potevo andare avanti, allora provai a prenderla con filosofia: "ok, mio padre sta russando; però io dormo lo stesso"
Chiudo gli occhi e cerco di prendere il simpatico concerto come una di ritmica ninna-nanna. All'inizio sembrò funzionare ma tempo due minuti e mio padre iniziò a russare più forte, ma MOLTO più forte. Sembrava ci mettesse tutta la sua cattiveria.
Allora mi alzai dal letto e uscii dalla mia camera. Mi diressi in cucina coprendomi la faccia con le mani. Prendo un bicchiere ma non mi disturbo neanche a riempirlo perchè, quando realizzai che il russare di mio padre si sentiva fino in cucina, ebbi l'impulso di usare quel bicchiere per sodomizzare il maledetto porco.
Vado in camera mia e prendo il mio telefonino per vedere che ore sono: mezzanotte e dieci. La dannata epopea andava avanti da più di mezz'ora. Però trovandomi col cellulare in mano ebbi un'idea alquanto bislacca: registrare mio padre che russa. Tanto non riuscivo a dormire, per lo meno mi facevo due risate. Prendo il cellulare e mi piazzo davanti alla camera di mio padre. Non fu neanche necessario entrare per quanto era assordante il rumore che faceva; mi limitai ad accostare il telefono alla porta semiaperta e premere il tasto REC. Aspettai una quindicina di secondi e poi smisi. Tornai in camera ed ascoltai il risultato: era perfetto. Talmente perfetto che decisi di impostarlo come suoneria dei messaggi. Tornai a letto soddisfatto e dopo altri dieci minuti buoni di dormiveglia finalmente riuscii a dormire.

January 14

lo shampoo mi da alla testa

questo sono io, che ci crediate o no

January 12

citazione

I Rutti; al tempo dei maiali eran sospiri


[Nonna Rosina cit.]
January 08

altri video di mio fratello

 
 

Devo anche commentare?
January 02

infanzia difficile

Oggi parlando con federico mi sono tornate in mente tutte le bravate che sono riuscito a fare quando ero piccolo.
Dato che a federico hanno fatto tanto ridere le presento anche a voi.

- A casa. Mia madre sta tranquillamente leggendo un libro sul divano. Io inseguo mio fratello brandendo una lunga corda perchè lo volevo legare. A un certo punto mentre corro passo dietro il televisore e inevitabilmente questo cade rovinosamente a terra. Mia madre alza lo sguardo dal suo libro e si ritrova il televisore per terra ormai morto e io che tengo in mano la corda con aria semi-colpevole.

- Un bel giorno mia madre, fidandosi un pò troppo di me, mi chede di cambiare l'acqua della bottiglietta del coniglio. Io sfilo la bottiglietta e vado in cucina. Faccio per aprire il rubinetto ma mi accorgo che sono troppo basso per arrivarci. Noto una bottiglia di ferrarelle su una sedia. subito la prendo, tolgo il tappo e faccio per riempire la bottiglietta del coniglio ma la ferrarelle era un pò troppo pesante e quindi finisco per versarla quasi tutta sul tavolo facendo anche cadere per terra svariati oggetti. Mia madre entra in cucina e vedendo la scena sibila a denti stretti: "che stai facendo...?" e io, con una coraggiosa faccia tosta rispondo: "io... niente."

- Mi trovo in cucina, più precisamente dentro il lavandino. Avevo riempito una grossa padella con acqua fredda. Poi utilizzando un mestolo, con l'aria di vero chef, inizio a prelevare l'acqua dalla pentola e prendo a versarla su mia sorella, stesa a supina per terra. Sottolineo che era inverno e lei era talmente infreddolita da non riuscire a trovare neanche la forza di urlare. Si limitava ad aprire e chiudere la bocca come un pesce.

- Siamo a casa. Mia sorella, troppo piccola per camminare, se ne sta tranquilla stesa sul tappeto. Mia madre stira. Io mi paro davanti a lei e le faccio: "mamma, mi porti un bicchere d'acqua?" lei mi dice di si, prende mia sorella e va in cucina. A quel punto salgo su una sedia. Dalla sedia salgo sul tavolo. Dal tavolo salto. Mi attacco al lampadario e comincio a oscillare. Il lampadario si stacca. Io atterro sul divano e il lampadario cade esattamente dove prima si trovava mia sorella. Mia madre si affaccia dalla cucina. Posso solo immaginarmi la faccia che fece. Più tardi mi giustificai dicendo: "volevo fare tarzan"

- Scuola. La maestra di matematica sta seduta alla cattedra e sta parlando con un'alunna. Io sto seduto al secondo banco a sinistra della cattedra. Il tutto accade in una frazione di secondo: Appoggio le mani sul banco, sollevo leggermente il sedere dalla sedia, spalanco gli occhi, apro la bocca a mò di ippopotamo e mollo un rutto di due secondi e mezzo. La maestra scatta indietro sfoggiando una faccia alquanto disgustata. Nella classe cala un silenzio di tomba. Io, quasi disinvolto, mormoro uno "scusate"

- Episodio molto simile al precedente. Sono al primo banco e la maestra sta facendo un interminabile discorso sul rispetto, l'educazione eccetera eccetera. All'improvviso sento un gorgoglio nello stomaco e quasi mi torna su il pranzo della mensa, quindi mollo un rutto a bocca semi-chiusa. La maestra mi guarda negli occhi e mi fa: "vattene fuori" e io ovviamente ho le palle di rispondere "ma che ho fatto??"